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Arte e Cultura

L’importanza delle attività e dei beni culturali rappresenta una consapevolezza da sostenere e valorizzare

Il premio letterario "Vincenzo Parisi", istituito dall’Anps di Brescia, è dedicato all’ex capo della Polizia Vincenzo Parisi e vuole ricordare anche gli uomini delle Forze dell’ordine che hanno dato la vita per difendere la nazione.
La partecipazione al concorso letterario è riservata ai laureati che nell’ultimo quinquennio abbiano discusso la propria tesi di laurea sulla criminalità e sulle Forze dell’ordine. Quest’anno il premio letterario è stato assegnato in ricordo del vice brigadiere Gaetano Alterio, di Enzo Gaggiotti socio benemerito dell’Anps per 30 anni e dell’ispettore capo Rosario Sanarico, morto in servizio nel 2016.

In collaborazione con la Fondazione AiFOS, l’Anps ha premiato i seguenti elaborati di tesi aventi come argomento principale la salute, la sicurezza, il benessere e la sostenibilità negli ambienti di vita e di lavoro, in ricordo di Rosario Sanarico.

Premio letterario Vincenzo Parisi

Paolo Bonetti

> Scarica la tesi "Distretti energetici sostenibili, caso di studio: la riqualificazione energetica della Questura di Savona"

Intervista

Ci spieghi l’argomento della tesi?
La mia tesi è stata redatta per la Laurea Specialistica in Ingegneria Gestionale, specializzazione in gestione dell'energia, presso la facoltà degli studi di Genova. Il titolo è "Distretti energetici sostenibili, caso di studio: la riqualificazione energetica della Questura di Savona”.
Non riguardava quindi temi specifici di sicurezza, ma piuttosto il risparmio energetico e lo sviluppo sostenibile, che ho incentrato proprio sui luoghi di lavoro che conosco meglio.

Perché hai scelto questa tesi e cosa volevi porre in evidenza quando hai pensato di scriverla?
Ho scelto questo argomento, per cercare in qualche modo di essere utile alla mia amministrazione di appartenenza, (Ministero dell'Interno/Polizia di Stato), applicando ad un caso reale, ovvero agli edifici e impianti termici/elettrici della Questura di Savona, i miei studi in campo energetico. L'intento che mi sono proposto è anche la speranza di dimostrare quanto sia possibile risparmiare, grazie alla riduzione di consumo di combustibili fossili e, quindi, anche in termini di emissioni nocive evitate.
Proprio l’attenzione alla riduzione alle emissioni nocive, tuttavia, richiama l'aspetto della sicurezza, e certamente quello di contribuire ad avere un’aria più pulita e più sicura per tutti noi.
La base di partenza nasce dal fatto che molti edifici appartenenti alle varie amministrazioni pubbliche ed i relativi impianti termici, sono obsolescenti. Inoltre, a differenza del settore dei trasporti o del settore industriale, il percorso di efficientamento energetico in questa branca del settore terziario, si muove a rilento, compromettendo il miglioramento globale dei risultati di efficienza energetica in capo nazionale.

Che valore ha per te il Premio?
Il premio per me ha un valore significativo perché in qualche modo attesta l’impegno profuso. Peraltro, averlo ricevuto "attraverso le mani" del Capo della Polizia, è stato gratificante, oltreché commuovente. Per questo motivo intendo ringraziare infinitamente l'ANPS di Brescia e l'AiFOS per aver organizzato l’evento e per essersi sostituite, di fatto, alla mia amministrazione, che per contraltare non aveva ritenuto neppure il progetto idoneo ad una trascrizione sul mio fascicolo matricolare e tendeva a lasciare finire nel "dimenticatoio" lo stesso.

Il tuo esserti in qualche modo rimesso in gioco merita un plauso, perché non è facile trovare stimoli e portarli avanti: adesso quali sono le tue aspettative per il futuro lavorativo?
Da poche settimane mi trovo in aspettativa per dottorato di ricerca in Ingegneria Elettrica, per un periodo che avrà una durata di tre anni. Anche se temporanea, è stata una scelta sofferta: dopo 27 anni di servizio, non avrei voluto separarmi dalla Polizia, neanche momentaneamente.
Dopo tanti sacrifici però, essendomi diviso per anni tra famiglia (ho moglie e tre bimbi), lavoro e poi lo studio, ho dovuto cercare, una strada che valorizzasse il titolo conseguito, evitando di farlo solo ingiallire come mero ricordo appeso ad una parete.

Cosa pensi dell'attività della Fondazione AiFOS e del valore della formazione e della prevenzione?
Ritengo che l'attività dell’Associazione, riguardante la formazione e la prevenzione sulla sicurezza, sia importantissima.
Durante il mio percorso di studio ho affrontato, su questo tema, un esame con particolare interesse perché mi ha fatto approfondire elementi che conoscevo negli aspetti più reconditi.
Questo perché, parlando di sicurezza sul lavoro, apro un capitolo triste della mia vita, avendo perso un cugino in giovane età, alla fine degli Anni '80 in un cantiere, proprio quando le norme sulla sicurezza sul lavoro, non solo non erano ancora recepite ma, di fatto, non erano minimamente rispettate o prese in considerazione.
All'inizio degli Anni '90, dopo aver conseguito il diploma di maturità, ho lavorato per più di un anno nel settore metalmeccanico, quindi posso constatare che sono stati raggiunti notevoli traguardi nel rispetto della sicurezza, questo grazie ad associazioni come AiFOS, che si impegnano costantemente su un tema così importante. E per questo mi sento in dovere di ringraziare.

Jessica Burrai

> Scarica la tesi "Gestione dello stress negli operatori dei Reparti Mobili della Polizia di Stato"

Intervista

Intanto complimenti. Ci racconti quale l’argomento della tua tesi?
È una tesi progettuale sul tema della gestione dello stress nei Reparti Mobili della Polizia di Stato.
Ho avuto l’opportunità di seguire uno dei cicli settimanali di aggiornamento/addestramento degli operatori del I Reparto Mobile di Roma. Tale attività di formazione ha previsto: tre giornate dedicate alle tecniche operative; una giornata dedicata al tiro con arma e due giornate dedicate all’aggiornamento professionale di settore. In particolare, fondamentale per lo sviluppo della mia tesi, erano alcune lezioni teorico-pratiche sulla gestione dello stress e sui fattori di rischio e di protezione nell’attività di Ordine Pubblico. Inoltre, in qualità di laureanda mi è stato concesso di avere accesso a diversa documentazione e, in particolare, documenti relativi a un progetto svolto presso il II Reparto Mobile di Padova il cui fine era preparare gli operatori del Reparto alla gestione dello stress e dell’affaticamento sia pre, sia post-operativo.
Avendo, quindi, potuto osservare in prima persona l’attività svolta presso il I Reparto di Roma e avendo a disposizione la documentazione sul progetto di Padova sono partita da quelli che ritenevo, anche sulla base dello studio della letteratura effettuato, i punti di forza e di debolezza dei modelli di intervento proposti. Tentando di valorizzare i punti di forza dei progetti precedenti e tentando di minimizzare i punti di debolezza, ho sviluppato un nuovo progetto che avesse tre diversi obiettivi: migliorare la qualità della vita dell’operatore del Reparto Mobile, migliorare la capacità di gestione dello stress pre e post operativo e aiutare il singolo (operatore) e incentivare lo spirito di squadra.

Perché hai scelto una tesi sui temi legati alla sicurezza e cosa volevi porre in evidenza quando hai pensato di scriverla?
Ho scelto una tesi su questo tema, da un lato, perché ritengo che valorizzare e mettere in evidenza l’attività di ordine pubblico e pubblico soccorso che svolgono gli Operatori di Reparto Mobile sia importante per far conoscere un’attività professionale importantissima per la sicurezza dell’intera cittadinanza. Dall’altro lato, non sottovalutare l’importanza di tenere in debita considerazione gli effetti che lo stress può causare, tanto sulla salute psicofisica degli operatori tanto sul loro rendimento lavorativo. Il lavoro degli psicologi dev’essere sempre più orientato ad una politica non solo di “limitazione dei danni” ma anche a politiche di prevenzione. Queste devono avere inizio, a mio parere, fornendo ai diretti interessati nozioni teoriche concernenti lo stress, informazioni su come si possa arginarlo e qualora sia un peso troppo grande da portare da soli, a chi si può chiedere aiuto.

Che valore ha per te il Premio?
Aver vinto il premio Parisi, in ricordo di Rosario Sanarico, è stato un onore e un grandissimo riconoscimento professionale.

Cosa vorresti fare nella vita, pensi di lavorare nell’ambito della formazione per la sicurezza?
Sono una psicologa, e dottoranda di ricerca presso Sapienza Università di Roma. Vorrei proseguire la mia carriera professionale nell’ambito della ricerca scientifica, da un lato, e nell’ambito dell’attività di formazione e prevenzione (sui temi della sicurezza stradale, della vittimizzazione, della salute dei lavoratori, ecc…) dall’altro.

Cosa pensi dell'attività della Fondazione AiFOS e del valore della formazione e della prevenzione?
Ritengo che l’attività di AiFOS sia fondamentale in una società che dovrebbe comprendere l’importanza dei temi della salute e della sicurezza sul lavoro. Comprendere come la tutela della salute del lavoratore, a 360 gradi, sia un beneficio in primis per le aziende ma anche per la società civile, è l’obiettivo che dovrebbe porsi ogni società civile del terzo millennio. L’attività di formazione, e quindi di prevenzione, sono il veicolo attraverso cui è possibile far emergere l’importanza dei temi della sicurezza sui luoghi di lavoro valorizzando, spesso, un dato noto ma poco consapevolizzato: il lavoro occupa gran parte della vita quotidiana delle persone e le persone passano in media il 15% della propria vita a lavoro.